Gli interessi ultralegali non sono dovuti se non c’è la pattuizione scritta.

La Corte di Cassazione Civile, Sezione Terza, con la Sentenza n. 5609/2017, ha ribadito la nullità degli interessi corrispettivi pattuiti in misura superiore a quelli legali, ossia quegli interessi concordati con la banca in misura maggiore rispetto a quella legale, ad esempio nei rapporti bancari di conto corrente, mutuo e apertura di credito, se la relativa convenzione non è stipulata in forma scritta; chiarisce la Suprema Corte che:

affinché una convenzione relativa agli interessi ultralegali sia validamente stipulata, deve avere forma scritta e contenere l’indicazione della percentuale del tasso di interesse in ragione di un periodo predeterminato, ai sensi dell’art. 1284, terzo comma, cod. civ., che è norma imperativa. Tale condizione – che, nel regime anteriore all’entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 154, poteva ritenersi soddisfatta anche per relationem, attraverso il richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, purché obbiettivamente individuabili, funzionali alla concreta determinazione del saggio di interesse oggi può dirsi soddisfatta solo quando il tasso di interesse è desumibile dal contratto, senza alcun margine di incertezza o di discrezionalità in capo all’istituto mutuante (Sez. 3, Sentenza n. 2072 del 29/01/2013, Rv. 624955; Sez. 3, Sentenza n. 12276 del 19/05/2010, Rv. 613116).” (Corte di Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza n. 5609/2017).

La pattuizione di interessi ultralegali, di per sè, non è illegittima ma soggiace a due importanti limitazioni:

– la prima è quella relativa al divieto del superamento del tasso di usura, contenuta nell’art. 1815 del codice civile, che sancisce la nullità degli interessi superiori al tasso usurario, e

– la seconda è stabilita dall’art. 1284, terzo comma, del codice civile che dispone la necessità che gli interessi superiori al tasso legale siano pattuiti in forma scritta, in mancanza della quale si deve applicare l’interesse nella misura legale, come chiarito nella citata richiamata sentenza della Corte di Cassazione. La forma scritta, pertanto, è prevista ad substantiam, ovvero a pena di nullità della pattuizione dell’interesse ultralegale.

Pertanto, i clienti bancari dovrebbero porre una particolare attenzione sui contratti di credito stipulati, perchè, qualora si accorgessero che la banca sta applicando, o ha applicato, interessi ultralegali senza il rispetto della forma scritta, potrebbero essere legittimati a rifiutarsi di pagare gli interessi maggiori del tasso legale, e potrebbero ottenere la restituzione di quanto pagato in eccesso.

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